Le reti artistiche spontanee dell’arte contemporanea

Le reti artistiche spontanee dell’arte contemporanea trasformano l’arte in una cura esistenziale condivisa.

di Marco Rabino

Ho scritto questo articolo come omaggio a due importanti reti d’arte contemporanea che celebrano quest’anno traguardi importanti: l’Arte Laguna Prize 2026 e Here 2026 di Torino. Buona lettura!

Cosa sono le reti artistiche spontanee nell’arte contemporanea

Dall’enattivismo un contributo alla diffusione delle reti artistiche dell’arte contemporanea

I maestri di percorso

Consulta tutti gli articoli della sezione: La visione evocativa dell’opera d’arte

La prospettiva enattiva e le teorie del decentramento globale

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Le reti spontanee dell’arte contemporanea: un unico, immenso network biologico e neuronale

Dall’estetica relazionale agli spazi abilitanti

Due casi reali: Arte Laguna Prize 2026 e HERE 2026

  • Gli spazi indipendenti (artist-run spaces): luoghi autonomi in cui comunità di artisti si uniscono per esporre e confrontarsi;
  • Le gallerie di ricerca: realtà che scelgono di promuovere la sperimentazione relazionale anziché la pura speculazione;
  • Le reti di residenza d’artista: contesti straordinari che permettono agli autori di viaggiare in modo sostenibile, sviluppando interventi site-specific a contatto con la storia e l’anima del luogo.

Queste reti si distinguono per l’assenza di logiche manageriali, di gerarchie o di ruoli di potere. Si trasformano in organismi olistici capaci di annullare le distanze geopolitiche e di realizzarsi nell’esperienza estetica condivisa.

L’arte è uno strano strumento che riorganizza la nostra mente

La mappa dei teorici e dei critici del contemporaneo

Per comprendere la portata di questo fenomeno, possiamo fare riferimento a studiosi, critici e filosofi che ne hanno tracciato le coordinate:

  • Roberto Pinto: storico dell’arte e curatore, ha analizzato con grande autorevolezza sia i punti di forza sia i limiti dell’estetica relazionale, studiando come gli artisti globali riescano a uscire dalle pareti dei musei per interagire con la storia politico-sociale del territorio.
  • Pierluigi Musarò (e la scuola di Bologna): attivo nella mappatura delle arti dialogiche e dell’impatto sociale dell’estetica, focalizza la propria ricerca sulla costruzione intersoggettiva della realtà attraverso le immagini.
  • Domenico Quaranta: punto di riferimento imprescindibile in Italia per la media art e l’arte digitale, ne indaga le luci e le ombre all’interno della società iperconnessa.
  • Roberto Ago: curatore e critico attento a ridefinire il dibattito sulle tendenze storiche, pone al centro delle sue lezioni la partecipazione del pubblico e l’arte relazionale.
  • Federico Ferrari: tra i filosofi e critici d’arte più acuti del nostro tempo, riflette sul significato dell’immagine e sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.
  • Andrea Barretta: voce critica di rottura, si scaglia contro l’arte dominata dalla speculazione di mercato. Invoca un fondamentale ritorno al “silenzio dell’opera”, affinché l’immagine possa tornare a parlare direttamente allo sguardo dell’osservatore in un rapporto intimo, privo del rumore della critica di sistema.

Una risorsa esistenziale per il futuro

L’arte contemporanea cambia pelle

Conclusioni e invito alla partecipazione

Bibliografia

  • Andrea Barretta, L’arte sorretta dalla parola. I perché della bellezza perduta, EdiStorie, 2025, ISBN-13 979-1280759603
  • Claire Bishop, Mariagiorgia Ulbar (Traduttore), Cecilia Guida (Traduttore), Inferni artificiali. La politica della spettatorialità nell’arte partecipativa, Luca Sossella Editore, 2024, ISBN-13 979-1259980748
  • Nicolas Bourriaud, Postproduction. Come l’arte riprogramma il mondo, Postmedia Books, 2005, ISBN-10 8874900163 ISBN-13 978-8874900169
  • Nicolas Bourriaud, Estetica relazionale, Postmedia Books, 2010, ISBN-10 8874900473 ISBN-13 978-8874900473
  • Laura Iannelli, Pierluigi Musarò, Performative Citzenship: Public art, urban design, and political participation, Mimesis International, 2017, ISBN-10 8869770346 ISBN-13 978-8869770340
  • Jean-Luc Nancy, Federico Ferrari, Francesca Lorandini (Traduttore), Estasi, Luca Sossella Editore, 2022, ISBN-13 979-1259980120
  • Roberto Pinto, Con altri occhi. La città vista dai giovani artisti, Postmedia Books, 2013, ISBN-10 8874900236 ISBN-13 978-8874900237
  • Roberto Pinto, Le relazioni oltre le immagini. Approcci teorici e pratiche dell’arte pubblica, Postmedia Books, 2022, ISBN-10 8874903456 ISBN-13 978-8874903450
  • Roberto Pinto, Nuove geografie artistiche: Le mostre al tempo della globalizzazione, Postmedia Books, 2022, ISBN-10 887490083X ISBN-13 978-8874900831
  • Domenico Quaranta, Media, New Media, Postmedia, Postmedia Books, 2020, ISBN-10 8874900554 ISBN-13 978-8874900558

La visione evocativa

  • Alain de Botton, John Armstrong, Art as therapy, 2013; L’arte come terapia. The school of life, Guanda, 2013, ISBN-10:8823506360 ISBN-13:978-8823506367
  • Massimo Fioranelli, La mente estetica. Neuroestetica, cuore e cervello, Mimesis, 2026, ISBN-13 979-1222333229
  • Thomas Fuchs (Autore), Selene Mezzalira (Traduttore), Ecologia del cervello. La mente incarnata e l’ambiente, Astrolabio Ubaldini, 2021, ISBN-10 8834018036 ISBN-13 978-8834018033
  • James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
  • James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2000; 2004 ISBN 8817126063
  • Alva Noë, Out of Our Heads, 2009, (Perché non siamo il nostro cervello. Una teoria radicale della coscienza), S. Zipoli Caiani (Traduttore), Raffaello Cortina Editore, 2010, ISBN-10 8860303451 ISBN-13 978-8860303455
  • Alva Noë, Strange Tools: Art and Human Nature, 2015; Strani strumenti. L’arte e la natura umana, Einaudi, 2022
  • Terry Smith, Currents of World Connectivity in Contemporary Art, Laurence King Publishing, 2011, ISBN-10 1856697169 ISBN-13 978-1856697163

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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