Maria Maddalena di Agnolo Bronzino la visione evocativa del corpus esposto

Maria Maddalena di Agnolo Bronzino ci offre una visione evocativa della giovane che unge i piedi di Gesù per testimoniare il suo amore per il maestro. di Marco Rabino

Agnolo Bronzino (seguace), Maria Maddalena (Giovane donna fiorentina raffigurata come Maria Maddalena), circa 1565, olio su tela, 59,7 x 48,3 cm. Lawrence, Kansas, USA, Spencer Museum of Art -University of Kansas Numero di catalogo: 1955.0080 Acquisto del museo nel 1955 – Non esposto

La visione evocativa di questa particolare opera su Maria Maddalena, copia di un dipinto del Bronzino, ci porta a riflettere al corpo dell’arte, dal titolo di un piccolo, ma intenso saggio del filosofo francese Jean-Luc Nancy (2003). Le sue riflessioni sul corpus, ci chiedono di abbandonare la morale cattolica e il giudizio che la tradizione ha riservato alla Maddalena. Infatti, il corpo visibile, secondo Nancy, è pura esistenza, concretezza, visibile ed esposta. Nancy rifiuta il dualismo platonico e cristiano di corpo e anima. Ma non riduce il corpo al simulacro della vita delle neuroscienze.

Il corpo non è la prigione dello spirito, se vogliamo, il corpo è l’anima esposta sulla pelle. Il corpo espone il pensiero al di fuori, lo incarna: l’esistenza di una persona non è un’idea astratta ma è presenza fisica nei suoi gesti, nelle sue espressioni. Osservando il corpo di una persona noi vediamo la sua esistenza: la sua nascita, il suo divenire, la sua gioia, la sua sofferenza e la sua morte. La visione evocativa del dipinto del Bronzino (copia del suo seguace) ci offre una Maddalena amorevole, che guarda dietro di sé. La giovane non rinnega il suo passato, lo espone con l’azione del suo corpo che entra in contatto con quello di Gesù attraverso il gesto di asciugare i suoi piedi cosparsi di lacrime e di ungerlo con l’unguento che porta nel vaso di alabastro.

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Maria di Magdala, una figura controversa

Maria Maddalena è una figura della tradizione cristiana particolarmente controversa. Il Bronzino la raffigura penitente interpretando alcune storie di personaggi biblici e leggende medievali. I quattro Vangeli la descrivono come una delle discepole più affezionate a Gesù e vedremo che questa vicinanza ha generato una delle tradizioni più appassionanti del Cristianesimo.

Secondo le cronache degli Evangelisti, Maddalena era una donna benestante, originaria di Magdala, un fiorente villaggio di pescatori sul Mar di Galilea. Gesù aveva scacciato da lei i sette demoni, probabilmente la ragazza era affetta da una malattia psichiatrica o fisica. Osserviamo quindi un primo scarto dalla tradizione popolare cattolica che la considera una prostituta. La riconoscenza di Maria Maddalena nei confronti di Gesù fu quindi importante, manifestata con un sostegno finanziario alla sua missione e un grande amore.

Maria Maddalena si dimostra fedele a Gesù nei momenti più difficili: si trova ai piedi della croce, sul calvario, siede di fronte al suo sepolcro e osserva la deposizione del corpo. La Maddalena si reca il giorno dopo per ungere il corpo di Gesù e trova la pietra, che chiudeva il sepolcro, rimossa. La giovane è talmente scossa dalla scomparsa del corpo del suo amato che piange disperatamente. Poi, scambia Gesù risorto per il custode: lui la chiama per nome e lei lo riconosce. Maddalena ha il compito di annunciare la resurrezione: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro…»

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La Maddalena penitente a casa di Simone il fariseo

La vicenda di Maria Maddalena è di una tenerezza incredibile. Papa Gregorio Magno nel 591 d.C. unifica tre figure femminile delle Sacre Scritture nella figura di Maria Maddalena. In Luca (7:36-50) Maria Maddalena, entra in casa di Simone il fariseo che aveva invitato Gesù alla sua mensa. La giovane si rannicchia ai piedi di Gesù e si emoziona: bagna i suoi piedi con le lacrime e poi li asciuga con i suoi capelli. Si tratta di un passaggio molto tenero, che racconta di un amore incondizionato e un grande rispetto di Gesù nei confronti della giovane che, nelle pagine di Luca, risulta essere una peccatrice.

La condizione di penitente fece molto comodo ai contro-riformatori del Concilio di Trento. I religiosi la utilizzarono per esaltare il valore del sacramento della penitenza e della confessione, oggetto di contestazione da parte dei protestanti.

Il corpus esposto della Maddalena di Jean-Luc Nancy

Jean-Luc Nancy, filosofo francese esponente della decostruzione, ha analizzato la figura di Maria Maddalena nel testo intitolato Noli Me Tangere. Essai Sur La Levee Du Corps (2003). Nancy si è occupato a fondo del corpus, tanto da dedicare un saggio a questo argomento, Corpus (1992). Per il filosofo francese, il corpo è pura esteriorità, il corpo si espone al nostro sguardo, non è il contenitore dell’anima. Il corpo nudo, magro e sofferente, della Maddalena che vive in una grotta si espone agli elementi del deserto, priva di difesa. La sua penitenza è la carne consumata dal digiuno.

Nel dipinto attribuito dagli studiosi a un seguace del Bronzino, la Maddalena tiene nella mano destra il vaso di alabastro. Il vaso contiene l’unguento con il quale cosparge i piedi di Gesù durante il banchetto a casa di Simone. La Maddalena che compie il gesto tanto poetico e amorevole è il corpo che si fa amore, pentimento (per il suo presunto peccato). Nancy ci offre ona lettura della Maddalena nel deserto, “santa” perché accetta di esporre la propria vulnerabilità.

Riprendiamo la stessa interpretazione nel dipinto, dove la Maddalena si espone, in silenzio, e siede ai piedi del suo amato e diventa il corpo della passione amorosa. Il suo corpo esprime l’umiltà del suo stato, che viene però riscattato, dal discorso di Gesù che ammonisce i presenti: “Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco“.

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Agnolo Bronzino, Maria Maddalena, sul sito dello Spencer Museum of Art di Lawrence, Kansas, USA.

Bibliografia

  • Jean-Luc Nancy, Corpus, Paris, Métailié, 1992; Antonella Moscati (traduttrice), Corpus, Cronopio, Napoli 1995
  • Jean-Luc Nancy, Tre saggi sull’immagine, trad. it. di Antonella Moscati, Cronopio, Napoli 2002; 2007, ISBN-10 8889446315 ISBN-13 978-8889446317
  • Jean-Luc Nancy, Le regard du portrait, Paris, Galilée, 2000; Raoul Kirchmayr (traduttore) Il ritratto e il suo sguardo, Raffaello Cortina, Milano 2000; 2002. ISBN-10 8870787389 ISBN-13 978-8870787382
  • Jean-Luc Nancy, La pelle delle immagini (con Federico Ferrari), Bollati Boringhieri, Torino 2003, ISBN 8833914488, 9788833914480
  • Jean-Luc Nancy, Noli Me Tangere. Essai Sur La Levee Du Corps, Bayard, 2003; Noli me tangere. Saggio sul levarsi del corpo, F. Brisochi (Traduttore), Bollati Boringhieri, Torino 2005
  • Jean-Luc Nancy, Le corp de l’art; Il corpo dell’arte, Mimesis Edizioni, 2014, ISBN-10 8857525058 ISBN-13 978-8857525051

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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