Noli me tangere, l’intensità del distacco nascosta nella visione evocativa

Noli me tangere, l’intensità del distacco nascosta nella visione evocativa di un piccolo dipinto del Quattrocento.

di Marco Rabino

Giuliano Amidei?, Noli me tangere, tempera su tavola di legno, XV secolo. Sansepolcro, Museo Civico

Quanto c’è di misterioso nell’incontro tra Gesù Risorto e Maria Maddalena, come confermano anche gli studiosi della tradizione occidentale! È una scena intensa, troppo spesso sottovalutata e relegata al racconto episodico dei Vangeli. La visione evocativa di un’opera d’arte è proprio questo: osservare un’opera e spogliarla dalle letture della tradizione, povere e schematiche. Nei dipinti che rappresentano il Noli me tangere esiste una profondità metafisica che va oltre l’aneddoto e la storia. Per questo, interrogare il testo scritto dal filosofo francese Jean-Luc Nancy ci permette di comprendere l’importanza di un dipinto che rappresenta il Noli me tangere per ognuno di noi.

Il Noli me tangere è un nuovo modo di intendere l’amore e la vicinanza all’altro

Non è una scena riservata ai soli credenti da ricordare la mattina di Pasqua: è un messaggio diretto a tutti coloro che vogliono vivere la propria vita con intensità e rispetto. Secondo il filosofo Jean-Luc Nancy, la scena non rappresenta un divieto di toccare diretto alla Maddalena, ma la rivelazione di un nuovo modo di intendere l’amore e la vicinanza all’altro. Dobbiamo interpretare il gesto di Gesù che blocca la mano della Maddalena come la richiesta di non essere considerato un oggetto di passione. Inoltre il corpo risorto, pur apparendo reale, non può essere toccato. Questa visione, secondo Nancy, ci fa riflettere sul concetto di contatto.

Due corpi che si incontrano non si devono necessariamente fondere annullando lo spazio che li separa; invece, devono considerare questo spazio come un confine di rispetto. Arriviamo quindi a un insegnamento semplice e quotidiano: amare qualcuno significa rispettare il suo ritrarsi, la sua richiesta di libertà e, a volte, accettare anche la sua richiesta di fuga. Siamo troppo spesso accecati dal desiderio, dall’ansia di non essere sufficientemente amati. Per questo concepiamo il contatto fisico come una conferma e non ci preoccupiamo che l’altro desideri essere toccato.

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Il noli me tangere del Polittico della Misericordia, dipinto da Piero della Francesca

Consideriamo, questa volta, una piccola tavoletta, non così importante nella storia dell’arte. Si trova nella predella del Polittico della Misericordia, dipinto da Piero della Francesca tra il 1445 e il 1462, che si trova a Sansepolcro, custodito nel Museo Civico. A dire il vero, quest’opera non è nemmeno dipinta da Piero della Francesca, ma, come le altre quattro tavolette (Orazione nell’orto, Flagellazione, Deposizione, Marie al sepolcro), è attribuita al pittore camaldolese Giuliano Amidei. Probabilmente facevano parte di un polittico diverso.

Il dipinto rappresenta la Maddalena sulla sinistra, inginocchiata e coperta da un mantello rosso, con le mani rivolte verso terra, aperte nel desiderio di toccare la presenza del suo amato. Lo sguardo della donna è rivolto timidamente e appassionatamente verso il viso di Gesù. Invece Gesù, avvolto ancora dal sudario, si trova sulla destra, con il corpo già rivolto nella direzione opposta, anticipo del suo distacco. Gesù ha la zappa sulle spalle, simbolo della sua appartenenza ad un piano superiore a quello reale. Gesù si volta indietro e porge una mano verso quelle della Maddalena, intenerito dalla richiesta della donna, ma consapevole che il suo percorso è appena iniziato.

Giuliano Amidei?, Noli me tangere, tempera su tavola di legno, XV secolo. Sansepolcro, Museo Civico
Giuliano Amidei?, Noli me tangere, tempera su tavola di legno, XV secolo. Sansepolcro, Museo Civico

Lasciamo andare l’altro come nel Noli me tangere

Secondo la teoria del filosofo francese Jean-Luc Nancy, in questa rappresentazione si coglie pienamente l’idea della distanza in quanto rispetto del progetto esistenziale dell’altro. Se amiamo veramente una persona dobbiamo lasciarla andare, dobbiamo permettere a questa persona di compiere il suo destino o semplicemente la sua volontà. Il nostro amore non deve appassire, il nostro orgoglio non deve sentirsi offeso. Se l’altro, nonostante il suo amore verso di noi, si deve allontanare, lo fa con sofferenza, ma questa sofferenza esprime tutta la sua gratitudine nel rispetto che noi abbiamo verso la sua scelta.

Il filosofo, in un altro suo importante saggio intitolato L’immagine – il distinto, si sofferma sul concetto di sacro. Per Nancy, il sacro non è necessariamente una qualità teologica o confessionale. Per capire questo concetto dobbiamo rifarci all’originale significato di sacro, cioè “separato“, “messo da parte“, appunto “distinto“. E questo ci porta al concetto di immagine autentica, potremmo dire la vera opera d’arte di valore, separata dal flusso di immagini che ci assale nella nostra giornata.

Una distanza che crea rispetto

La grande opera d’arte non possiamo manipolarla, filtrarla, deformarla, ma dobbiamo osservarla da lontano, a distanza, con un sacro rispetto. Torna così sempre il concetto di distanza che dobbiamo applicare alle persone che amiamo e alle opere d’arte che stiamo ammirando. È questa distanza che crea il sacro, il valore di un’opera, il valore di un rapporto umano. Capiamo così che, per il filosofo francese, una grande opera d’arte non serve per illustrare una storia sacra. Invece, una rappresentazione del Noli me tangere ci fa compiere l’esperienza di un limite. Non si tratta della rappresentazione del miracolo della Resurrezione, ma del mistero della visione: della visione dell’altro, che dobbiamo trattare con rispetto, e della visione di una grande opera d’arte, che dobbiamo osservare in silenzio.

Torniamo a ragionare sulla visione dell’opera d’arte, che il filosofo definisce un “contatto differito“. Quando guardiamo questa piccola tavoletta che si trova in basso nella Pala della Misericordia, i nostri occhi accarezzano la superficie della pittura. Le figure, però, rimangono isolate e silenziose nella natura quattrocentesca. La distanza dipinta tra la Maddalena e Gesù è la stessa che noi viviamo e poniamo osservando l’opera d’arte. Il dipinto sprigiona la sua grande energia intima rifiutando di essere concepito come un concetto astratto o un’immagine banale. La grande arte, come il Cristo evangelico, è una forza che ci commuove e ci interroga, ma solo se rispettiamo il segreto e il suo distacco.

Giotto, Resurrezione e Noli me tangere, 1303-1305 circa, affresco, 200 x 185 cm. Padova, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Resurrezione e Noli me tangere, 1303-1305 circa, affresco, 200 x 185 cm. Padova, Cappella degli Scrovegni

Bibliografia

  • Jean-Luc Nancy, Corpus, Paris, Métailié, 1992; Antonella Moscati (traduttrice), Corpus, Cronopio, Napoli 1995
  • Jean-Luc Nancy, Tre saggi sull’immagine, trad. it. di Antonella Moscati, Cronopio, Napoli 2002; 2007, ISBN-10 8889446315 ISBN-13 978-8889446317
  • Jean-Luc Nancy, Le regard du portrait, Paris, Galilée, 2000; Raoul Kirchmayr (traduttore) Il ritratto e il suo sguardo, Raffaello Cortina, Milano 2000; 2002. ISBN-10 8870787389 ISBN-13 978-8870787382
  • Jean-Luc Nancy, La pelle delle immagini (con Federico Ferrari), Bollati Boringhieri, Torino 2003, ISBN 8833914488, 9788833914480
  • Jean-Luc Nancy, Noli Me Tangere. Essai Sur La Levee Du Corps, Bayard, 2003; Noli me tangere. Saggio sul levarsi del corpo, F. Brisochi (Traduttore), Bollati Boringhieri, Torino 2005
  • Jean-Luc Nancy, Le corp de l’art; Il corpo dell’arte, Mimesis Edizioni, 2014, ISBN-10 8857525058 ISBN-13 978-8857525051
  • Edmondo Lupieri (a cura di), Una sposa per Gesù. Maria Maddalena tra antichità e postmoderno, Carocci, 2019, ISBN-10 8843095064 ISBN-13 978-8843095063
  • Edmondo Lupieri (a cura di),Edmondo Lupieri (a cura di), I mille volti della Maddalena. Saggi e studi, Carocci, 2020, 10 8829000094 ISBN-13 978-8829000098
  • Paola Springhetti, Maria Maddalena nell’arte, AVE Collana: Imago, 2026, EAN: 9788832715330
  • Adriana Valerio, Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni, Il Mulino, 2020, ISBN-10 8815286675 ISBN-13 978-8815286673

Piero della Francesca

  • Mariangela Betti, Cecilia Frosinini, Paola Refice (a cura di), Ripensando Piero della Francesca. Il Polittico della Misericordia di Sansepolcro. Storia, studi e indagini tecnico-scientifiche, Firenze, Edifir,, 2010, ISBN 978-88-7970-389-5
  • Birgit Laskowski, Piero della Francesca, collana Maestri dell’arte italiana, Gribaudo, Milano 2007, ISBN 978-3-8331-3757-0
  • Maurizio Calvesi, Piero della Francesca, Fabbri, 1998, ISBN 88-450-7905-8

I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.

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