La missione sociale del Murale di Lamine Yamal di TV Boy e la visione evocativa che ci permette di vedere oltre il muro dipinto. di Marco Rabino
La mia passione per i murales, sportivi o no, è cresciuta in questi ultimi anni. Dopo quasi trent’anni passati ad analizzare le grandi opere d’arte, ho realizzato che nella strada si trovano veri capolavori. Quindi, che siano monumentali murales calcistici oppure murales a sfondo sociale, la street art è una grande risorsa per la cura della nostra povera psiche malata di tensioni quotidiane.
Non vorrei essere frainteso: non è mia intenzione avventurarmi nei territori dell’arte-terapia. Invece, propongo la mia visione evocativa di un’opera d’arte, che contribuisce a proiettare le nostre tensioni nascoste e a rivelarle osservando un dipinto, per comprenderle e risolverle.
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La missione sociale del Murale di Lamine Yamal di TV Boy tra psicologia e psichiatria
Importanti professionisti hanno scritto libri interessanti per terapeuti e insegnanti. Alain de Botton, filosofo e saggista di livello internazionale, ha pubblicato un testo molto interessante intitolato Art as Therapy (L’arte come terapia), che ribalta la prospettiva: De Botton considera l’arte che cura dalla parte dell’osservatore e trasforma un dipinto, una scultura o una qualsiasi forma artistica — compresa l’architettura — in un dispositivo di cura per le ferite dell’anima.

Nel campo della psichiatria e del trattamento dei pazienti affetti da disagio mentale, anche i ricercatori delle neuroscienze hanno messo in primo piano il ruolo dell’esperienza estetica. Thomas Fuchs, riconosciuto psichiatra e filosofo tedesco, nell’ambito della fenomenologia e delle neuroscienze ha coniato il termine “psicopatologia enattiva“. La teoria di Fuchs propone un approccio integrativo che supera la sola terapia farmacologica (il classico approccio bottom-up). Secondo il ricercatore, occorre intervenire anche sull’esperienza corporea del paziente, sulle sue relazioni interpersonali e sull’ambiente (un approccio top-down). La nostra mente non è solo chimica del cervello, ma è un vero “organo di mediazione” e di feedback tra l’organismo intero e il mondo esterno, sia fisico sia sociale. Questa concezione terapeutica lascia grande spazio alla visione evocativa di un’opera d’arte, che rientra nel contesto rassicurante e relazionale dell’individuo.

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Il daimon impegnativo di Lamine Yamal
Mettiamo così in pratica queste prospettive, che diventano strumenti attivi e alla portata di tutti noi. Prendiamo in considerazione il murale di Lamine Yamal realizzato da TVBoy a Barcellona. Il giovane calciatore, promessa del calcio internazionale, con le sue vicende personali abbondantemente diffuse sulla rete ha suscitato reazioni contrastanti. Probabilmente le sue feste e le sue comparse mondane, ricche di eccessi e di ostentazione di ricchezza, fanno parte di un’attenta promozione del personaggio. In ogni caso calano Lamine Yamal nel quotidiano di tutti noi e soprattutto dei giovani appassionati di calcio che, come ha affermato il padre del calciatore, considerano Lamine un modello esistenziale.
Un personaggio pubblico di tale levatura è inevitabilmente un esempio, e a questo riguardo mi viene in mente la teoria del daimon dello psicoanalista James Hillman. Nel suo testo fondamentale intitolato Il codice dell’anima, Hillman ha preso a prestito la vita di importanti personaggi dell’universo mediatico e ha interpretato i loro destini con la sua teoria. Vi rimando alla piacevole lettura del libro di Hillman, ancora largamente diffuso in Italia e nel mondo. Questo strumento, tra il filosofico e lo psicologico, mi serve per sottolineare la grande importanza dei personaggi mediatici nelle nostre vite e la loro azione a livello del nostro inconscio.
Una protesi psicologica per la comunità di Rocafonda
L’importanza che riveste la figura del giovane calciatore, tuttavia, porta con sé un peso, così come la necessità di un’arte che funga da “protesi psicologica” per la comunità. Il ragazzo di Rocafonda che conquista il numero 10 del Barcellona è la “propaganda per il bene” di cui i quartieri periferici hanno bisogno per non soccombere alla disperazione del determinismo sociale. L’opera che prendo in esame è appunto il murale di Lamine Yamal di TVBoy, realizzato per celebrare il calciatore e rappresentarlo come un supereroe.
In occasione della festa per il suo diciottesimo compleanno, insieme agli inevitabili video del party, sono state diffuse alcune notizie che hanno creato un certo movimento di gossip: l’organizzazione della festa avrebbe coinvolto alcune persone affette da nanismo per animare ulteriormente il festeggiamento. Il mondo della street art non si è fatto scappare questa opportunità: l’artista Shredder ha aggiunto le figure dei Sette Nani alla figura dipinta da TVBoy.

Le zone d’ombra di una star internazionale
Il gesto di Shredder non è mero vandalismo, ma un esercizio di “crescita forzata“. L’opera ha subìto una metamorfosi funzionale, passando dalla celebrazione alla conoscenza di sé. Essa spinge il fruitore, e lo stesso Yamal, a uscire dalla “zona di comfort” dell’adorazione cieca per affrontare un’inquietante verità morale. L’arte urbana si trasforma così in una “clinica dell’anima” a cielo aperto, dove la sovrapposizione tra le icone popolari e l’atleta d’élite ricorda che il vero “modello” non risiede solo nel talento, ma nella capacità di armonizzare la propria ascesa con la responsabilità etica.
Vi lascio con una riflessione conclusiva: il murale modificato smette di essere un santuario dell’invincibilità per diventare uno specchio collettivo. Il dipinto trasformato — e in seguito restaurato — diventa un invito a riflettere su come gestiamo le icone moderne in una democrazia visiva che non ammette zone d’ombra per i suoi idoli più luminosi.
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Bibliografia
Arte e psicologia
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- Maurice Merleau-Ponty, Phénoménologie de la perception, 1945; Fenomenologia della percezione, A. Bonomi (Traduttore), Bompiani, 2003, ISBN-10 8845253562 ISBN-13 978-8845253560
- Maurice Merleau-Ponty, L’occhio e lo spirito, SE
Murales e visioni metropolitane
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- James Hillman, a cura di Francesco Donfrancesco, La politica della bellezza, Moretti & Vitali, Bergamo 1999; 2005
- James Hillman, L’anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2000; 2004 ISBN 8817126063
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, vol. I, L’Arche, Paris 1947 (ampliata e ripubblicata poi nel 1958); Vincenzo Bonazza (Traduttore), Critica della vita quotidiana, Vol. I, Dedalo, Bari, 1977, ISBN-10 8822001567 ISBN-13 978-8822001566
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, vol. II, L’Arche, Paris, 1962; Vincenzo Bonazza (Traduttore), Critica della vita quotidiana, Volume 2, Dedalo, Bari, voll. II, 1977, ISBN-10 8822001575 ISBN-13 978-8822001573
- Henri Lefebvre, Critique de la vie quotidienne, III. De la modernité au modernisme (Pour une métaphilosophie du quotidien), 1981, L’Arche; trad. it. Critica della vita quotidiana, Dedalo, Bari, 1977.
- Henri Lefebvre, Le droit à la ville, Anthropos, Paris 1968; G. Morosato (Traduttore), Il diritto alla città, Ombre Corte, Verona, 2014, ISBN-10 8897522947 ISBN-13 978-8897522942
- Henri Lefebvre, La Production de l’espace, 1974, Anthropos; Leonardo Ricci (Prefazione) La produzione dello spazio, Pgreco, 2018, ISBN-10 8868022230 ISBN-13 978-8868022235
I riferimenti ad autori e alle teorie che utilizzo nella visione evocativa di un’opera d’arte sono molti e sono attribuiti con gratitudine nella copiosa bibliografia che trovi su questa pagina: la visione evocativa dell’opera d’arte.
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